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Trotzdem: herzlichen Glückwunsch zu genialst möglichen Saisonabschluss
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| Original von Henning Naja, aber warum hatte Boogerd nicht mehr die Kraft? Ich hatte den Eindruck, dass er ganz oft in der Führungsarbeit zu sehen war, öfter als manch anderer und dort unnötige Kräfte liegen gelassen hat, die ihm dann beim Antritt von Bettini fehlten. |
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| Original von Bugno Ricco zeigt schon auf für die Zukunft, dass mit ihm zu rechnen sein wird, aber für 250 Km reicht´s noch nicht. Wenn er sich hier verbessert, traue ich ihm auch zu, beim Giro unter die Top 20 zu fahren! |
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| Original von ogkempf Wenn er sich auf Rundfahrten spezialisiert, kann er mMn weitaus mehr. Oder er macht sogar einen di Luca, der eigentlich -manchmal- klassikern und rundfahren kann. |
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| Original von wagenge ricco ist doch der, der im frühjahr mit epo erwischt wurde, aber aus mir unklaren gründen nicht gesperrt wurde ... |
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| Ode Fabian Wegmann – Ovvero: chi se ne frega del “reality ciclismo delle Carrambate”, quando ci si può emozionare per la smorfia di fatica di un tedeschino? Alle volte la televisione è una vera figata. Bisogna smettere lo sguardo snob e prenderla per quello che di buono ci può regalare. Per il ciclismo lo è. È straordinaria. Il ciclismo ci guadagna di brutto con la televisione. Le corse si possono vedere benissimo, comprendere molto meglio che viste dal vivo. E poi sa regalare emozioni. Le immagini di una corsa rendono uno spaccato dei mille piani di lettura di una gara, basta saperle leggere e interpretare. Perciò siamo di fronte a un grande mezzo di analisi tecnica e di capacità espressiva. Purtroppo diventa stucchevole, mediocre e pernicioso, quando scade nel pietistico e nello stilema della lacrima facile. Non mi piace vedere che, anche nelle cronache di sport, si finisce con l’inzuppare il biscottone fracico del buonismo e del pietismo nelle umane disgrazie, per corroborare gli ascolti, con la sempre pronta lacrima mammona del popolo italico. Torniamo però al nostro Fabian. Sabato 14 ottobre, fasi finali del Giro di Lombardia. Le vedo in tv. Corsa splendida. Un protagonista assoluto. Paolo Bettini è in stato di grazia. Annichilisce gli avversari. Brutto in bici come pochi, ma fortissimo. Sul Civiglio Di Luca fa lo scatto del morto e Bettini gli svernicia la bicicletta. Dalle inquadrature si vede chiaramente la velocità doppia dell’iridato. Stacca tutti. Al suo inseguimento una figurina azzurrina. È Wegmann che insegue e si riporta su Paolo dopo uno sforzo inaudito. Il tedesco rientra, ma è provatissimo. Eppure non salta nemmeno un cambio. Collabora da subito. Passa al comando con regolarità e già per questo bisognerebbe volergli del bene. Ormai è chiaro. Bettini vincerà la gara. Da solo o battendo Wegmann allo sprint. Troppo superiore. Curva a sinistra. Ecco che comincia il San Fermo, Fabian affianca Paolo e gli dice qualcosa (interpreto: “…se andiamo regolari, ti aiuto fino all’arrivo..”) Bettini annuisce. Solo che il livornese è così forte che stacca il tedesco quasi senza volerlo. Non è cattiveria, è superiorità atletica. Gli uomini non sono uguali, Paolo è un supercampione, Fabian “solo” un ottimo ciclista. E qui c’è il momento più bello. La tv ci regala un immagine tremenda e bellissima. È il volto stravolto dalla sofferenza di Fabian. Fabian cede un metro alla volta. Ormai dispera di rientrare, ma non molla. A un certo punto la maschera di fatica si contrae ancora e chiude gli occhi per lunghi secondi. I commentatori lo vedono e lo sottolineano giustamente. Gli vorrò bene per sempre a Fabian . Per quella umanità che mi ha trasmesso. Per la verità delle categorie umane comprese in quella sofferenza. Fabian ha sbucciato tutte le scorze della sopportazione, il dolore, la fatica, la delusione. Tutto si somma in quegli occhi che si strizzano per non vedere più. Fabian è andato oltre i suoi limiti. Molto oltre. È il regalo più bello che uno sport di endurance ti possa fare. Una più grande e profonda conoscenza di te stesso. Un viaggio nel profondo della coscienza, alla ricerca di ogni residuo di energia nervosa. Fabian era tutto questo e io l’ho amato intensamente. Ho amato quella smorfia come ho amato i colpi di tosse di Damiano Cunego, intervistato pochi istanti dopo il mondiale di Verona 2004, come la maschera tragica di Saronni dopo la terza Sanremo persa allo sprint consecutivamente, come il ghigno disgustato e assente di Fignon, furtato della maglia gialla dal redivivo Le Mond sui campi elisi, come il drammatico, ispiratissimo e concentratissimo training autogeno di Lutz Hesslich prima di ogni sfida di velocità in pista. (Morris do you remember? Il nostro favorito no?) Uomini sconfitti o vincenti, oltre i loro limiti conosciuti, oltre l’esplorato del corpo e della psiche. Atleti e uomini. Umanità che si manifesta nell’atto specifico dello sport, nell’espressione dinamica del gesto o della fisionomica. La gara va avanti. Paolo domina, arriva al traguardo, vince e la commozione prende il sopravvento. Le lacrime sul traguardo sono umanissime e comprensibili. Tutti sanno cosa è avvenuto pochi giorni prima. Quello che avviene dopo, invece, mi lascia l’amaro in bocca, anzi, peggio, mi annoia. Sembra la finale nazionale della lacrimuccia. Fine del fatto tecnico, per i commentatori esiste solo la commozione e il ricordo di Sauro. Fabretti si lancia su Bettini, vuole l’effetto reality show, vuole sorprendere il campione che piange coi familiari. Non pone mezza domanda vagamente tecnica all’iridato, (forse non ne è neanche capace!) c’è solo posto per una pastoia di buoni sentimenti e drammi a buon mercato. Bettini ci prova, all’inizio sembra volersi mantenere su un piano di asciuttezza (il mio rispetto per lui si impenna!), ma il microfono incalza, la domanda è bastarda e anche il Grillo deborda nel ricordo del fratello in eurovisione. Povero Paolo, neanche la possibilità di piangere coi familiari. Non è lui che dovrebbe avere un etica del giornalismo. Non è Bettini che dovrebbe avere la voglia di fare una telecronaca rispettosa delle tragedie private. Non è Paolo che dovrebbe cogliere la misura fra la relazione sulla notizia e lo sciacallaggio retorico e buonista della stessa. Paolo Bettini vince da grandissimo campione il Giro di Lombardia, correndolo in condizioni psicologiche non perfette. Rispettiamo il suo dolore e ammiriamone le profonde qualità di campione. Punto. No. al telegiornalismo italico piace affondare la penna e il microfono nella carne viva. È la che riposano i dati auditel più sicuri vero? E allora giù! Lacrime, sangue….letame…che bel mestiere il cronista di ciclismo, alle volte è meglio che fare l’inviato a Kabul!! La sera mi vedo il servizio di Auro per raisport e disgusto. Non c’è una notazione tecnica, non c’è un ordine d’arrivo, niente. Solo pietismo a prezzi di saldo. Qua è pieno di gente che confonde le discipline e i mestieri. Se fai il giornalista sportivo non fai l’attore o l’autore drammatico. Non c’è bisogno di inzuppare il pane nel fango altrui per rendere le notizie così come sono. Forse Auro e C. pensano che le uniche emozioni vere che il ciclismo sa regalare siano legate a filo doppio con la vita e con i suoi drammi quotidiani. Ma voi, amici miei, lo sapete già, questi non hanno veramente capito una mazza! Le emozioni e le categorie umane il ciclismo (ma credo anche gli altri sport) le distilla e le restituisce nel pieno dell’azione, nel manifestarsi dell’evento. Solo che bisogna saperle cogliere. La solita storia vero? Sono uno snob puzzone e insensibile. Rambler, facciamoci coraggio a vicenda è un mondo troppo buono per i cinici come noi! Ciao belli, mi complimento con chi è arrivato a leggere tutto questo delirante, superfluo e spocchioso post!!J Claudio Ps. Diffidate gente, diffidate dalle lacrime di coccodrillo. Integrità, forza e nervi saldi, ecco cosa ci vuole!! Il compatimento degli estranei serve a niente, specie quello di chi ti sbatte in prima pagina! |
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| Original von Ocaña Habe einen sehr schönen Text auf einem italienischen Forum gefunden, der sich mit Fabian Wegmanns Leistung bei diesem Rennen auseinander setzt. Naja eigentlich noch viel mehr als das, aber lest man ruhig selbst. |
: Nun, danke erstmal für den Text! Allerdings können bestimmt nicht alle hier italienisch (ich persönlich versuche es mir gerade beizubringen, daher ist dein Text auch sehr interessant für mich
). Könntest du daher vielleicht den Text kurz zusammenfassen, ich mache das mit flämischen Meldungen auch immer. Danke im Voraus
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